I suoi movimenti continui e curvilinei facilitano il fluire
dell’energia vitale (Qi) nei meridiani, in modo che non vi siano
punti di ristagno, che possano favorire l’insorgere di malattie. La
pratica costante del Taiji Quan rende la respirazione più profonda e
accresce l’energia vitale, aumentando la sensibilità psicofisica
nell’uso marziale e nella pratica a due (Tui
Shou).
In particolare, il tono muscolare aumenta, l’elasticità delle
articolazioni viene potenziata, le funzionalità del sistema nervoso
e degli apparati cardiocircolatorio, respiratorio e digerente
vengono attivate. Il Taiji
si può praticare a tutte
le età, e in Cina è
tradizionalmente considerato un mezzo per mantenersi sempre in buona
salute e accrescere la longevità: per questo è anche chiamata
ginnastica di lunga vita.
Durante la pratica viene regolata l’alternanza dello Yin e dello
Yang, che nella medicina tradizionale cinese sono le due forze
opposte e complementari presenti in ogni cosa o fenomeno
dell’universo. Yin è il femminile, la notte, la passività; Yang è il
maschile, il giorno, l’attività.
Questa alternanza di Yin e Yang, di pieno e di vuoto, di
movimento e di quiete esercita una influenza benefica
sull’equilibrio psicofisico.
Il Taiji è quindi una disciplina interiore, che si pratica
soprattutto per se stessi, con l’obiettivo di acquisire un buon
equilibrio e regolare la propria energia vitale.
Nulla al mondo è più morbido e cedevole dell’acqua.
Eppure nulla è superiore ad essa nello scavare ciò che è duro e forte.
In questo essa è insostituibile”