Associazione QiHai



per lo studio e la pratica del TaiJi Quan stile Yangjia Michuan

    scuola del Maestro Wang Yen-nien

I suoi movimenti continui e curvilinei facilitano il fluire dell’energia vitale (Qi) nei meridiani, in modo che non vi siano punti di ristagno, che possano fa­vorire l’insorgere di malattie. La pratica costante del Taiji Quan rende la respirazione più profonda e accresce l’energia vitale, aumentando la sensibilità psicofisica nell’uso marziale e nella pratica a due (Tui Shou).

In particolare, il tono muscolare aumenta, l’elasticità delle articolazioni viene potenziata, le funzionalità del sistema nervoso e degli apparati cardiocircolatorio, respiratorio e digerente ven­gono attivate. Il Taiji si può praticare a tutte le età, e in Cina è tradizionalmente considerato un mezzo per mantenersi sempre in buona salute e accrescere la longevità: per questo è anche chia­mata ginnastica di lunga vita.

Durante la pratica viene regolata l’alternanza dello Yin e dello Yang, che nella medicina tradizionale cinese sono le due forze opposte e complementari presenti in ogni cosa o fenomeno dell’universo. Yin è il femminile, la notte, la passività; Yang è il ma­schile, il giorno, l’attività.  Questa alternanza di Yin e Yang, di pieno e di vuoto, di movimento e di quiete esercita una influenza benefica sull’equilibrio psicofisico.

Il Taiji è quindi una disciplina interiore, che si pra­tica soprattutto per se stessi, con l’obiettivo di ac­quisire un buon equilibrio e regolare la propria energia vitale.

 

Nulla al mondo è più morbido e cedevole dell’acqua.

Eppure nulla è superiore ad essa nello scavare ciò che è duro e  forte.

In questo essa è insostituibile

 Lao-Tzu, Tao-Te Ch’ing                                                                                                                                                                                                                            

 

 

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